venerdì 17 ottobre 2014

Domenica lasagne

Giovedì gnocchi, domenica lasagne.
A casa nostra, però, non succede quasi mai.
Gli gnocchi, per il momento, non sono un piatto particolarmente amato. E, a dir la verità, anche se ho avuto spesso la tentazione di provare a farli, alla fine, non mi ci sono mai messa d'impegno…
Per le lasagne, idem. O quasi.
In realtà piacciono a tutti (ogni tanto, a seconda di come è la Luna, l'umidità dell'aria e se la Fiorentina ha vinto, piacciono pure a Fagiolino)!
Comunque, farle da zero, era un'esperienza che mi mancava.
Quando ho fatto le lasagne ho sempre usato le sfoglie già pronte, quelle sottili sottili, del signor Giovanni Anfibio.
O almeno, questo è quello che succedeva fino a domenica scorsa.
Complice un contrattempo che ci ha fatto saltare una bella passeggiata in campagna, infatti, domenica mattina mi sono ritrovata in cucina che mancavano tre ore al pranzo, ed ho preso coraggio. Non sapevo se avrei fatto in tempo a preparare tutto per un'ora decente, ma ci ho provato.
E incredibile ma vero, gli uomini di casa si sono pure offerti volontari per un aiuto in cucina, mentre la Lenticchia, si è svegliata solo quando il profumino di lasagna ormai invadeva la casa.

Sfoglia

Fagiolino, mi ha chiesto se poteva stendere la sfoglia.
Ed in effetti, il matterello che ho è così piccolo che per un bambino è una misura perfetta.
Si è rivelato uno sfogliatore provetto, anche se non lo aveva mai fatto!
E' stata gioia pura assistere alla scena: ancora in pigiama, si è tirato su le maniche e si è super concentrato per stendere un pezzetto di impasto… si, sa...ogni scarrafone…
L'uomo grande, per non essere da meno, ha grattugiato tutti i formaggi! :-)
Alla fine ce l'abbiamo fatta: alle 13.30 lasagne fumanti in tavola!

Lo sfogliatore esperto

L'occasione per provarci, è stata anche per via dell'entusiasmo e della tenerezza di Sabrina, che ce le ha preparate per l'MTC di ottobre e le ha spiegate così chiaramente, che poi, davvero è stato un gioco da ragazzi!
Non so se la sfoglia l'ho tirata troppo sottile (ma non mi è parso) fatto sta che la pasta è avanzata in abbondanza. Ma nessun problema: la sera dopo, le ho stracciate un po', come a fare dei maltagliati (che in casa hanno subito ribattezzato 'Tagliati male') e, condite con un semplice sugo di pomodoro, sono state spazzolate rapidamente. Tutto merito del sapore della sfoglia homemade!
Quindi, cara Sabrina:
Grazie mille!

Lasagne porro e salsiccia

Queste sono le mie:

Lasagne porro e salsiccia con mix di formaggi


Per la pasta
70 gr di farina di grano duro senatore cappelli
130 gr di farina 0
2 uova
un pizzico di sale
un cucchiaio di acqua, se serve (il mio impasto era un po' duro)

Fai una fontana, aggiungi il sale e nel mezzo rovescia le uova.
Impasta bene. Lascia riposare almeno mezz'ora coperto da pellicola per evitare che si secchi.
Passato il tempo, stendi la sfoglia (io, avendo un matterello piccolo, ho diviso l'impasto in più parti e ne ho steso un po' per volta, sempre tenendo protetto da pellicola, la palla di pasta.
Appoggia la sfoglia già tirata e divisa in rettangoli su un telo di cotone (o la tovaglia pulita).


PuzzleSfoglia

Per la besciamella
(ho usato le stesse dosi di Sabrina)
1 litro e mezzo di latte intero fresco
120 gr di burro
150 gr di farina
noce moscata
un pizzico di sale

Porta il latte al bollore.
In una pentola, fai sciogliere il burro e poi gettaci in una volta sola la farina. Mescola con una frusta per far assorbire il burro e quando il composto è dorato, aggiungi il latte bollente a filo, continuando sempre a mescolare, in modo da non far formare grumi.
Dosa di sale e gratta un po' di noce moscata (secondo il tuo gusto). Continua a mescolare fino a che non si sarà  addensata, ma sarà ancora fluida (circa un quarto d'ora).

Per il ripieno
1 kg di porri
6 salsicce
una piccola cacioricotta stagionata
pecorino come se piovesse
olio
sale

In un tegame versa un filo d'olio e i porri, copri e fai cuocere fino a che sono teneri. Alla fine aggiungi un po' di sale, ma senza esagerare dato che poi le lasagne saranno insaporite anche dai formaggi e le salsicce.
Togli i porri e nello stesso tegame fai cuocere le salsicce a pezzetti. Quando sono pronte, aggiungile al recipiente con i porri, scolando prima il grasso che è uscito.
Dosa di sale, se necessario. Tieni da parte.

Porta a bollore acqua salata in una pentola bassa e larga. Fai bollire due sfoglie alla volta fino a che l'acqua non riprende il bollore. Facendo attenzione a non bucarle, scolale con una schiumarola e mettile a raffreddare in una bacinella con acqua fredda. Dopo 2 minuti, più o meno quando stai per scolare le lasagne che sono a cuocere, spostale a sgocciolare su una griglia.

Per comporre le lasagne, prendi una teglia di medie dimensioni (la mia è 20 x 40).
Stendi un leggero strato di besciamella, adagia sopra le sfoglie bollite, poi il composto di porri e salsiccia, una generosa spolverata di formaggi grattugiati e di nuovo un po' di besciamella.
Continua così per altri due strati, poi termina con una sfoglia coperta da besciamella e l'ultimo spolvero di formaggio.
Cuoci a 180° per circa 30 minuti.
Lascia intiepidire, poi servi in tavola!



 ...e  queste lasagne di gruppo, le dedico alla sfida MTC 42, per l'appunto!

mercoledì 8 ottobre 2014

Non le solite mele al forno.

English version below
Considerando che la ricetta di una focaccia, seppur fatta da uno chef come Glynn Purnell, non può essere significativa per un libro di ricette stellate, come quello dello Starbook di settembre, mi sono azzardata a preparare anche le mele cotte.
Che detto così farebbe ridere anche i polli.
Invece queste sono delle signore mele cotte.
Ovviamente farcite. E pure speziate. Ed avvolte in un pacchetto sorpresa fatto con pasta fillo.
La farcìa è spettacolare.
Da buono chef inglese, usa come base il mince meat (che non ha niente a che vedere con la carne, ma  è una miscela di frutta secca e spezie, mescolate con lardo/strutto e profumate con liquore, tipicamente inglese e natalizia).
Purnell non pensa a svelarne la ricetta, ma non essendo così diffuso in Italia, ho dovuto prima cercare di capire come si faceva: alla fine ho fatto un mix di ricette varie (fonti Delia Smith e BBC food), che si sono dovute sintonizzare con gli ingredienti che avevo a disposizione.
Ma l'ingrediente segreto, quello che veramente dona una marcia in più alle solite mele cotte è l'uso del basilico, che tritato e mescolato con la frutta secca, profuma il tutto di una nota particolare che trasforma delle semplici mele cotte, servite con un cucchiaio di mascarpone speziato, in un dessert raffinato.
E scusate la rima.

Stuffed spicy apple


Mele farcite al forno con mascarpone speziato
Stuffed baked apple with spiced mascarpone

4 mele medie (in base alla stagione Pink lady, Braeburn o Cox's) per me mele red delicious e gala
mezzo limone
100 g di mincemeat*
12 prugne secche senza nocciolo, ammollate e tagliate a cubetti
18 albicocche secche, tagliate a dadini
uno schizzo di Calvados (per me Rhum)
succo e scorza di un lime
un pizzico di chiodi di garofano macinati
mezzo mazzetto di basilico, tritato
8 fogli di pasta fillo (i miei erano grandi 30 per 50 cm)
30 g di burro fuso, per spennellare la pasta fillo
zucchero a velo per spolverare le mele più un altro cucchiaino
200g di mascarpone
un pizzico di zenzero in polvere
un pizzico di cannella in polvere

Preriscalda il forno a 160°C.
Taglia la parte superiore delle mele e metti le calotte da parte. Usando un piccolo cucchiaino rimuovi l'interno delle mele, il torsolo e la polpa fino a lasciare circa 1 cm di polpa tutto intorno alla mela.
Spremi la metà del limone in una pentola con acqua bollente, poi aggiungi anche il limone strizzato. Sbianchisci le mele nell'acqua per 5 minuti, fino a che sono quasi cotte. Con un mestolo forato, rimuovi le mele e immergile in una ciotola con acqua ghiacciata. Quando si sono freddate, toglile e asciugale con carta assorbente (io le ho fatte prima sgocciolare su una griglia di metallo).
Mescola il mincemeat con le prugne e le albicocche. Aggiungi il Calvados, le zeste ed il succo del lime, la polvere di chiodi di garofano e il basilico.
Riempi le mele con il mincemeat e rimetti le calotte di mela.
Spennella i fogli di pasta fillo con il burro fuso e avvolgi ogni mela nella pasta. Spolvera con lo zucchero a velo.
Metti le mele in una teglia da forno e cuoci per circa 10-15 minuti fino a che diventano dorate (io ho dovuto raddoppiare i tempi perché rimanevano pallide…. comincio a temere che si tratti di un problema del mio forno). Quando sono cotte, togli dal forno e lascia raffreddare leggermente.
In una ciotola, mescola insieme il mascarpone con il cucchiaino di zucchero a velo, lo zenzero e la cannella.
Servi ogni piatto con una cucchiaiata di mascarpone e una mela calda di fianco.
Spolvera con altro zucchero a velo.

*per il mincemeat (per poco più di 100gr)
22 g di strutto
22 g di mele secche, tagliate a pezzetti
12 g di ananas  candito a tocchetti (mia libera interpretazione, in mancanza di scorza d'arancia candita)
10 g di bacche goji
22 g di uvetta
22 g di cranberries secchi
17 gr di zucchero
un quarto di cucchiaino di spezie varie (cannella, zenzero, chiodi di garofano, cardamomo)
scorza e succo di un quarto di arancia
5 ml di brandy
Mescola tutti gli ingredienti  insieme e conserva in un vasetto sterilizzato in un posto fresco e buio.


MeleStuffed


Confermo che questo libro mi piace un sacco.... e che con queste mele, partecipo allo Starbooks Redone di Ottobre!



English version

Stuffed baked apple with spiced mascarpone
from the Michelin-starred Glynn Purnell's:  Cracking Yolks & Pig Tales

4 medium apples (Pink lady, Braeburn or Cox's, according to season)
half lemon
100g mincemeat*
12 prunes soaked, pitted and diced
18 ready to eat dried apricots, diced
splash of Calvados
zest and juice od one lime
pinch of ground cloves
half bunch of basil, finely shredded
8 sheets of filo pastry
30g butter, melted, for brushing the pastry
icing sugar, for dusting, plus an extra teaspoon
200g mascarpone
pinch of ground cinnamon
pinch of ground ginger

Preheat oven to 160°C.
Slice the tops of the apples and set aside. Using a small spoon, remove and discard the core and flesh fro each apple, leaving about 1 cm of flesh remaining around the inside.
Squeeze the juice from the lemon half into a saucepan of boiling water for about 5 minutes until nearly cooked. Remove with a slotted spoon and plunge into iced water. When cool, remove and dry them off with kitchen paper.
Mix the mincemeat, prunes and apricots together in a bowl. Add the Calvados, lime zest and juice, cloves and basil.
Fill the apples with the mincemeat mixture and replace the tops.
Brush the filo pastry sheets with melted butter and then wrap each apple in pastry  and dust with icing sugar.
Place the apples on a baking tray and bake for 10-15 minutes until golden brown. Remove from the oven and leave to cool slightly.
Beat together the mascarpone, cinnamon, ginger and the teaspoon of icing sugar in a bowl.
Place a spoonful of spiced mascarpone onto each serving plate and arrange a warm apple alongside. Dust with icing sugar.

*for the mincemeat (a bit more than the 100g you will need)
22 g suet
22 g dried apples, diced
12 g dried pineapple, diced (my own ispiration due to lack of candied orange peels)
10 g goji berries
22 g raisins
22 g dried cranberries
17 g sugar
1/4 teaspoon of mixed spices (cinnamon, ginger, cloves, cardamom)
1/4 orange (peel and juice)
5 ml brandy
Mix all ingredients together and store in a sterilized jar in a cool and dark place.

venerdì 3 ottobre 2014

Il mio luogo del cuore

secondastellaGaia

Il profumo dell'aria, di campagna.
La chiesetta che domina la vallata, i campi di grano e di farro e nel cielo azzurro le nuvole.
I ricordi delle estati trascorse da bambina con nonni e cugini: giochi, avventure e spensieratezza.
Ancora oggi, essere qui mi fa respirare quello che è stato e quello che sarà.
Il mio luogo del cuore.


#secondastellaadestra

http://www.glutenfreetravelandliving.it/seconda-stella-destra/

domenica 28 settembre 2014

Riso al latte con gorgonzola, briciole di prosciutto e gocce di liquirizia

Oops ooops ooopsssss

Ma come, mi sono accorta solo ora che la sfida MTC non scade con il finire del mese, ma il 28?!?
Proprio il 28?!?
Incredibile ma vero, causa MTC pubblico di domenica.
Penso che una cosa così, da queste parti non era mai successa.
E meno male, però. Perchè se non fosse per loro, qui ci si affaccerebbe un po' troppo di rado, ultimamente..
E quindi, per l'MTC di questo mese, tra le ultime ricette che arrivano, ecco anche la mia.

L'argomento del mese era il riso.
Semplicemente riso.
Da potersi sbizzarrire, ho pensato all'inizio.
Ed infatti è stato un mese pieno di idee, di ripensamenti, di prove e di scoperte.
Avete mai fatto caso a quanti tipi di riso ci sono a giro?
Io non ci ho mai capito nulla... A parte qualche punto fermo, della serie:
prendo il tenace Carnaroli per fare il risotto, il lungo e aromatico Basmati per accompagnare un piatto unico e l'Arborio, dal chicco piccolo e tondo, per fare il sushi, il resto era buio.
Adesso, complici anche i vari post che si sono alternati in questo mese di sfida, direttamente sull'MTC blog, e le spiegazioni  di Annalena, posso dire che il buio si è un po' schiarito, ma ci vorrebbero ancora per me tanti altri momenti da dedicare allo studio appassionato e alla ricerca incuriosita, per essere ancora più consapevole delle scelte da fare per i prossimi piatti di riso in casa profumodimamma.

Riso nel latte

Annalena, ci ha illustrato tre metodi di cottura (tra i tanti che si possono usare) e noi dovevamo sceglierne uno, o più, per giocare a sperimentare.
Nel dolce o nel salato.
Io ho provato nel salato una tecnica che in genere si usa nelle preparazioni dolci: il riso nel latte.
Un po' perchè il riso nel latte era uno dei modi che usava mio nonno in campagna, per smaltire i litri di latte che le mucche (che fossero sue o del vicino di casa) donavano. E rifarlo ora, anche se con qualche digressione non proprio tradizionale, mi fa sentire di essere su una strada conosciuta, che sa di casa, ma anche che va avanti.

Non sono sicura che questo riso sarebbe piaciuto a mio nonno, da buon contadino tradizionale.
Ma qui si sperimenta, mettendoci il cuore e anche un po' di cervello e nella ricerca ho cercato di trovare l'equilibrio: il gusto deciso del gorgonzola smorzato dalla dolcezza delle gocce di liquirizia e la cremosità del riso con la croccantezza delle briciole di prosciutto.

Riso latte gorgonzola liquirizia


Alla fine, è venuto fuori un:

Riso al latte con gorgonzola e briciole di prosciutto su gocce di liquirizia
(per 4 persone)

280 g di riso Carnaroli (per me Acquerello)
550 ml di latte
100 g di gorgonzola
4 fette di prosciutto cotto
sale

In una pentola capiente metti dell'acqua a bollire, in un'altra metti a bollire il latte.
Come insegna Annalena, la prima operazione da fare per cuocere il riso nel latte, anziché sciacquarlo, è sbianchirlo: praticamente si fa cuocere un minuto in acqua bollente, poi si risciacqua sotto acqua fredda e si mette di nuovo in pentola, versandoci sopra il latte bollente.
A questo punto prosegui con la cottura normale, aggiungi un pizzico di sale e  mescola spesso: sia per evitare che il riso si attacchi al fondo, sia per evitare che il latte schiumi ed fuoriesca fino formare un laghetto sui fornelli!

Dopo una ventina di minuti, il riso dovrebbe essere cotto e ancora immerso in un po' di liquido. I chicchi si gonfiano, ma rimangono staccati l'uno dall'altro. A quel punto, spengi la fiamma e lascia riposare 5 minuti, aggiungendo il gorgonzola tagliato a cubetti, a mo' di mantecatura.

Mentre il riso cuoce, taglia le fette di prosciutto in listarelle e poi in quadretti e lasciali rosolare in una padella a fuoco vivace fino a  che diventano croccanti.

Per le gocce di liquirizia:
40 ml di liquore alla liquirizia (homemade e invecchiato)
3 g di burro
3 g di farina

In un pentolino fai sobbollire il liquore per qualche minuto, in modo che perda un po' di alcool.  Quando si è ridotto di un po', mettilo in una tazzina e nello stesso pentolino sciogli il burro, poi aggiungi la farina e fai assorbire. Versa subito dopo il liquore e mescola velocemente fino a che si addensa. Lascia riposare.

Per servire, usa un coppapasta per formare una sorta di tortino di riso, cospargi con le briciole di prosciutto e servi versando con un cucchiaino qualche goccia di liquirizia nel piatto.

MTC41

PS. Il liquore alla liquirizia l'avevo preparato molto molto tempo fa: è semplicemente vodka in cui ho lasciato macerare dei bastoncini di liquirizia (proprio i legnetti) per un tempo immemore. Ovviamente, se volete provare a farlo in casa e poi usarlo nella ricetta, non dovete aspettare tutti gli anni che ho aspettato io...basterà prepararlo qualche settimana prima (e se non avete i legnetti, potete provare con la polvere) per avere un liquore leggermente aromatizzato.

Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n.41: il riso!

gli sfidanti

venerdì 26 settembre 2014

La focaccia stellata

Vi ricordate le melanzane speziate con il couscous, quelle tratte dal fantastico libro Jerusalem, di Ottolenghi?
Grazie a quelle, per una strana coincidenza di eventi, non solo mi sono vista recapitare a casa un inimitabile e unico (in quanto dipinto a mano) canovaccio firmato Starbooks, ma anche l'invito a partecipare insieme al gruppo di Starbookers alla recensione del libro di settembre: Cracking Yolks and Pig Tales dello chef stellato Glynn Purnell.
Dopo un'attesa di due mesi (complici le vacanze estive), all'improvviso, quando in vacanza c'ero io, mi è arrivato un messaggino con il titolo del libro e l'indice tra cui scegliere la ricetta da provare.
E' stata un'emozione grande, mista a incredulità e curiosità per essere entrata, in punta di piedi, nel dietro le quinte di questo spettacolo!
La scelta era tra ricette con titoli incredibili, la cui sola lettura faceva viaggiare mente e papille alla scoperta di nuovi piatti e abbinamenti insoliti, uno più particolare dell'altro. Con la conseguenza che con la mia perenne incertezza, non sapevo come fare a sceglierne uno solo, e quale, poi?!? 
Ma quando l'occhio è caduto su bread, tutto si è fatto più nitido: sperimentare la ricetta di un pane!
Cosa di meglio per una come me che è appassionata di farine e lievitati?!?
Così mi sono buttata sulla FOCACCIA.

Focaccia a tranci

Volete sapere come è andata?
Venite a leggere l'avventura di là, nello Starbooks!
:-)

giovedì 18 settembre 2014

Torta di rose con crema e more, a lievitazione naturale

English version below
Per festeggiare il ritorno a scuola (ma anche no, chè io di rinfilarmi nel turbine casa scuola lavoro spesa e compiti ne farei volentieri a meno), cosa c'è di meglio di una sana e golosa torta?
Se poi, come questa, la lievitazione è naturale, l'impasto si può fare tranquillamente a mano e le porzioni si tagliano senza bisogno del coltello, ma solo staccando una rosa per volta, cosa si vuole di più?
Questa torta è stato il frutto di una folgorazione che mi ha colpito durante un fine settimana in campagna, dopo che con i legumini eravamo stati a raccogliere le more.
Quest'anno, il clima mite e piovoso ci ha regalato delle more super cicciottone.
Anche le solite more rinsecchite che di solito troviamo tra i rovi che separano i vari 'appezzamenti' di terreno sono state di soddisfazione, ma comunque mai come quelle raccolte direttamente dall'orto e pazientemente annaffiate dalla nonna!

Girelle More to go


Torta di rose a lievitazione naturale, con crema e more

per la crema:
250 ml latte
2 tuorli
65 gr zucchero
25 gr di farina
la scorza di mezzo limone

Monta i tuorli con lo zucchero. Quando sono gonfi e chiari, aggiungi la farina setacciata e mescola per incorporarla.
Porta a bollore il latte con la scorza del limone. Togli dal fuoco, leva il limone e rovescia il composto di tuorli e zucchero. Rimetti sul fuoco.
Quando il latte comincia di nuovo a bollire e sommerge la crema, togli dal fuoco e mescola velocemente con una frusta. La crema è pronta in meno di un minuto. Mescola di tanto in tanto per farla raffreddare e per evitare che formi la crosticina.

Impasto brioche

Ho usato come base una ricetta infallibile: l'impasto per il danubio dolce di Adriano, ma ho fatto delle modifiche sugli ingredienti usati: niente miele, ho sostituito i grassi con olio di arachidi e ho usato la pasta madre invece del lievito di birra.
Questa, quindi, la mia versione:

100 gr di pasta madre
350 gr di farina (100 manitoba e 250 farina 0)
100 gr di latte
70 gr di olio di semi di arachide
65 gr di zucchero (più un po' per spolverare)
6 gr di sale
2 uova


Ho impastato a mano, iniziando intorno alle 21.
Prima ho sciolto il lievito a pezzi con il latte, l'ho coperto con la farina e ho impastato quel tanto che basta per formare un panetto, lasciando intorno la farina.
In una ciotolina ho unito le uova con lo zucchero e ho mescolato bene, cercando di far sciogliere lo zucchero. Ho unito al resto degli ingredienti e impastato sbatacchiando l'impasto nella ciotola e riprendendolo fino a che ha smesso di rimanere appiccicato alle mani e ha preso consistenza.
A quel punto, ho sciolto il sale nell'olio e l'ho unito in tre volte, facendolo assorbire prima di aggiungerne altro e continuando a sbattere per far tornare la consistenza soda dell'impasto.
Ho formato una palla e lasciato lievitare tutta la notte.
La mattina ho preparato la crema e ho diviso l'impasto in due. Con un matterello, su una tavola di legno infarinato, ho steso ogni pezzo in un rettangolo di circa 15 cm di larghezza e alto mezzo cm.
Ho spalmato metà dose di crema su ognuno dei rettangoli e ho cosparso con le more (prima lavate e asciugate con un po' di carta assorbente). Ho arrotolato lungo il lato più lungo e ho tagliato le girelline usando uno spago da cucina, facendo tagli a distanza di circa 4-5 cm.
Ho unto bene una teglia rotonda di 26 cm di diametro e ho adagiato le girelle una accanto all'altra.

Ho lasciato lievitare fino al raddoppio. Ho spolverato con un po' di zucchero semolato e poi ho cotto in forno a 180 gradi per una mezz'ora circa.

La torta, soffice soffice, ha dato grandi soddisfazioni.
E' finita in meno di ventiquattro ore, nonostante si dicesse che la crema fosse poca (e che quindi mi toccherà aumentare di una volta e mezzo, al prossimo giro)!

il morso


English version
 
Soft brioche cake with cream and raspberries

for the cream:
250 ml milk
2 yolks
65 gr sugar
25 gr flour
zest of half organic lemon

Whip yolks with sugar until fluffy and pale. Add sifted flour and mix.
In a saucepan, bring milk and the lemon zest to boil. Remove from the heath and pour in the mix of yolks and sugar. Put again on the fire.
As soon as milk boils again, remove it from the fire and mix quickly and well with a whisk.
Cream will be ready in less than a minute.
Stir occasionally to prevent crust to form.

The brioche dough

The recipe I started from is from Adriano's blog. I made some changes on the ingredients (mainly due to what I had at home):
no honey, peanut oil instead of butter, sourdough instead of yeast.
This is my version:

100 gr sourdough
350 gr flour (100 strong flour and 250 general purpose flour)
100 gr milk
70 gr peanut oil
65 gr sugar plus more to dust
6 gr salt
2 eggs

I started ad 9 pm the evening before.
I dissolved sourdough in the milk, I covered it with flour and mix as much flour as I needed to form the dough, leaving the remaining flour all around.
In a bowl, I mixed eggs and sugar and added to the dough, and knead strongly, stretching and folding the dough until it was no more sticky.
Then, I dissolved the salt in the oil and added it to the dough in three times, and waited it to be absorbed before adding more.When the dough was again thick and firm, I shaped a ball and let it rest until doubled in size (all night long).


More e Crema


The morning after, I made the cream and splited the dough in two.
With a rolling pin, on a floured surface, I rolled the dough to 15 cm long and half a cm high.
I spread half the cream on each dough and scattered with raspberries (once washed and dried with paper towel).
I rolled along the long side and cut it in pieces 4 or 5 cm wide helping with a twine.
I lightly greased a round tin (26 diameter) and put the brioche roses side by side.
Then I waited until the roses were doubled in size, I sprinkle the cake with some sugar and baked for about 30 minutes at 350F/180C.

The cake was so appreciated that it did last less then 24 hours, despite the cream should have been more (as someone said)...


Girelle di More ready




lunedì 15 settembre 2014

Concorsi a base di Like? No grazie




Oggi, 15 settembre 2014, è stata organizzata una protesta contro quei concorsi in cui i vincitori non sono scelti da una giuria, ma sono decretati dai "Mi piace".
Se aderisci alla protesta, condividi questo post e, se hai un blog, pubblicane il testo anche lì.

Perché siamo contrari ai concorsi a base di LIKE?

- perché non premiano la bravura e la competenza;

- perché rappresentano per eccellenza l’anti-meritocrazia;

- perché sono la versione facebookiana delle lobby, del nepotismo, delle baronie;

- perché danneggiano anche l'azienda che vi si affida (che finisce per fare spam e non pubblicità).


Molto meglio una sana e golosa competizione a suon di mestoli, pentole e assaggi visivi, ma soprattutto… che vinca il migliore!