martedì 16 dicembre 2014

Dolci Regali per Natale


Non so come è potuto succedere, ma una minuscola parte di ciò che avete visto tra queste pagine è finita nel terzo libro dell'MTChallenge.
E da golosa quale sono, non potevo che andare a intrufolarmi in un libro di Dolci e Pasticceria!

 “Dolci Regali” è il terzo libro della collana dell'mtchallenge e siccome volevamo stupirvi con effetti speciali, stavolta abbiamo cambiato un po' le carte in tavola: anziché essere dedicato ad una sfida specifica, come i due precedenti (l'ora del paté e insalata da tiffany), il volume prende ispirazione da una delle nostre gare, quella sul babà, per ampliare il raggio di indagine attorno ad un'epoca che segna un momento fondamentale nella storia della gastronomia, vale a dire il periodo compreso fra la fine del XVII e gli inizi del XIX secolo, che videro la nascita e il trionfo della pasticceria, intesa come arte autonoma.




Giusto per fare qualche nome, troverete un tripudio di lievitati (la mia passione!):
Babà, brioche, kugelhupf, krapfen, veneziane, maritozzi, savarin.. e molto altro.
E poi, bagne e creme e gelati e sciroppi e liquori!

e pure lo Gnocco Austriaco! ;-)





Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i
ragazzi di Piazza dei Mestieri, un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta­ dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco.
La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano
vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi
che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno
sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al
lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche
attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


Da oggi, lo potete trovare in libreria, su Amazon oppure potete ordinarlo direttamente sul sito dell'editore: SAGEP.


venerdì 5 dicembre 2014

Costolette di agnello al ficotto con fichi caramellati e salsa alla senape

Il viaggio fatto anno scorso in Basilicata, mi ha fatto scoprire paesaggi, volti, sorrisi e sapori che da allora porto sempre con me.
E' stato naturale, quindi, dire di sì subito, quando Marina mi ha chiesto se volevo partecipare ad un concorso (che della parola contest non se ne può più) in cui gli ingredienti principe erano i suoi fichi caramellati e l'uva rosa di Pisticci, insieme al ficotto (che come una reliquia, è ancora custodito da anno scorso nello scrigno della mia cucina, tra i prodotti che non trovo facilmente), che respirano l'aria e si nutrono dalla terra di Policoro, in Basilicata, appunto!

Fico caramellato

E' vero anche che a me le sfide mettono ansia, e se per qualcuno sono il modo per riuscire ad esaltare le proprie capacità, a ma succede il contrario: la maledetta ansia da prestazione insieme ad una patologica insoddisfazione, spesso mi bloccano.
Io che amo fotografare e che spesso riesco ad esprimermi più con una foto che con cento parole, stavolta sono stata fregata… Non penso di aver fatto di recente foto di cui sia così poco soddisfatta, come queste…
Io, che amo cucinare e presentare i miei piatti nel migliore dei modi, stavolta non sono riuscita a 'impiattare' come si deve...
Diciamo che  non sono nè una fotografa e nè una cuoca professionista, ma una semplice appassionata, che mette anima e cuore per preparare cose buone per chi mi sta accanto.
Quindi, se è vero che l'apparenza inganna, non lasciatevi intimorire, fidatevi e proseguite nella lettura!

Sono stata una nottata a pensare a cosa poter proporre.
Frulla che ti rifrulla, scartando l'idea di una pietanza dolce, la mattina dopo mi sono imbarcata nella preparazione di un un piatto salato, ma addolcito dalle note dei fichi caramellati.
Un piatto che aggiunge una nota diversa alla carne di agnello, grazie alla marinatura al ficotto e alla nota sapida e croccante del rigatino. Le costolette vengono poi accompagnate da  una salsina alla senape a base dello sciroppo in cui sono immersi i fichi e da un fico caramellato di lato, per ricordare la dolcezza di questo frutto.


Agnello e fichi

Costolette di agnello al ficotto con fichi caramellati e salsa alla senape
(per 4 porzioni)

8 costolette di agnello con osso
8 fette di rigatino tagliato sottile
4 fichi caramellati

per la marinatura
12 g di ficotto (4 cucchiaini)
25 g di limone (8 cucchiaini)
25 g di vino bianco (8 cucchiaini)
maggiorana

Mescolare gli ingredienti per la marinatura. Versare in un vassoio di porcellana oppure di vetro (in modo che non assorba né rilasci altri profumi), immergere le costolette, bagnandole da entrambi i lati, coprire il vassoio con pellicola e far marinare per un paio d'ore in frigo.

per la salsa alla senape
12 g di sciroppo di fichi caramellati (4 cucchiaini)
2 g di senape in polvere (1 cucchiaino)
il succo di metà limone

In un pentolino, riscaldare lo sciroppo e il limone, aggiungere la senape e mescolare fino a dissoverla. Continuare la cottura per un paio di minuti in modo da far addensare leggermente la salsa.

Marinatura nel ficotto


Togliere le costolette dalla marinatura, avvolgere una fetta di rigatino su ognuna.
Riscaldare un filo d'olio in una padella antiaderente e cuocere velocemente le cotolette, rigirandole a metà cottura.
Per la mise en place, versare un filo di salsa alla senape nel piatto, adagiarvi sopra le costolette di agnello e accompagnare con un fico caramellato.




Con questa ricetta partecipo al primo Concorso di Cucina e Pasticceria  "A me piace ficotto" organizzato da Terravecchia e dall'Unione Regionale Cuochi Lucani

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mercoledì 26 novembre 2014

I muffin dal biglietto d'oro

English version below
Si, lo confesso,  anche questa volta l'MTC, la sfida  mensile più divertente, interessante e istruttiva a cui partecipo da diversi mesi, mi ha dato da pensare!
Quando ho letto che la ricetta da riprodurre era quella dei muffin, ho tirato un sospiro di sollievo, ma il pensiero Questa volta è facileee!! è durato poco poco… Il tempo di continuare a leggere il regolamento e capire che i muffin da soli non bastavano, ci voleva un accompagnamento … letterario … !!??!!?
Letteratura, fiabe, poesie, canzoni, qualcosa a cui siamo legate, che ci portiamo nel cuore ci avrebbe dovuto ispirare per la realizzazione dei muffin in questione.
E' stato un bel pensare.
Alla fine, ha vinto lui, il romanzo di Roald Dahl: La fabbrica di cioccolato.
I motivi sono diversi.
Un po' perché mi sento a mio agio anche solo a pronunciarne il titolo.
Un po' perché ho scoperto il libro quasi per caso, qualche anno fa, sottoforma di audiolibro in lingua originale, ed è stata una piacevole compagnia durante una breve convalescenza.
Un po' perché poi l'ho letto insieme ai legumini e poi tutti insieme ci siamo visti il film, non una, non due, non tre.. (la smetto qui, ma forse siamo arrivati ad una decina…) di volte!
Insomma, è un romanzo leggero, per ragazzi (e non) che mi ci è rimasto nel cuore e che porta con sé tanti ricordi.
I muffin che ho fatto, in particolare, sono dedicati a Violetta Beauregarde, la bambina vanitosetta che ha una mamma più antipatica di lei.

Muffin GoldenTicket

Violetta è una divoratrice di gomme da masticare e quando scopre che Willy Wonka, ha inventato una gomma che contiene al suo interno i sapori di un intero pasto (che si conclude con una torta di mirtilli) non riesce a resistere alla tentazione di metterne in bocca subito una, senza dare ascolto a Willy, che l'avverte che però l'invenzione non è ancora stata perfezionata.
L'effetto collaterale è immediato: Violetta comincia a diventare blu e a gonfiarsi come un mirtillo gigantesco, senza alcuna speranza di antidoti per tornare ad essere una bambina!
E così questi muffin, che devono essere necessariamente al cacao, in onore di Willy Wonka, nascondono un cuore di mirtillo che fa capolino appena li si addenta. Il cuore dolce è una piacevole sorpresa, soprattutto perché il cacao di per sé è amaro e lo zucchero di canna non li rende particolarmente dolci!
Ma la nostra fortuna, più grande, come quella di tutti i bambini che hanno potuto varcare la soglia della fabbrica di cioccolato, alla scoperta di un mondo incredibile di invenzioni, dolcetti e un tripudio di cioccolato, è stata quella di aver trovato il biglietto d'oro (courtesy of Lenticchia)!

Muffin di kamut al cacao con cuore di mirtilli
(per 6 muffin)

marmellata di mirtilli

ingredienti solidi/polveri
130 g di farina di kamut
20 g di cacao amaro
50 g di zucchero di canna
50 g di gocce di cioccolato fondente
1/4 cucchiaino di bicarbonato
4 gr di lievito per torte

ingredienti liquidi
60 g di latte
50 g di olio extravergine di oliva
50 g di yogurt
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Accendi il forno a 180°.
Come spiega Francesca nel suo post sui muffin (che sono tutt'altra cosa rispetto ai cugini cupcake) uno dei segreti nell'avere muffin perfetti è  mescolare gli ingredienti il meno possibile tra di loro (per gli altri segreti, rimando direttamente al suo bel post), metterli nei pirottini e infornare. Per questo è bene accendere subito il forno, in modo che sia già alla temperatura giusta non appena abbiamo finito di preparare questi dolcetti!
Quindi, armati di due ciotole: una piccola per gli ingredienti liquidi, una più grande per quelli solidi.
Setaccia la farina insieme al cacao, al bicarbonato e al lievito istantaneo per torte, unisci lo zucchero e le gocce di cioccolato.
Nell'altra ciotola mescola tra loro i liquidi e poi versali nella ciotola delle polveri. Con un cucchiaio mescola il minimo indispensabile per idratare tutte le polveri (al massimo una decina di giri) e versa nei pirottini o nelle formine da muffin precedentemente imburrate e infarinate. Riempi i pirottini a metà, poi versa un cucchiaino di marmellata di mirtilli, e ricopri con un altro cucchiaio di composto.
Cuoci in forno per 20 minuti (fai comunque sempre la prova stecchino per capire se i muffin sono pronti).
Lascia raffreddare una decina di minuti, poi togli dalle forme e appogiali su una griglia a finire di freddare.

MuffinWonka


I miei muffin (e il biglietto d'oro) per la sfida MTC n. 43!


English version

Khorasan and cocoa muffins filled with blueberry jam
(makes 6 muffins)

blueberry jam

solid ingredients:
130 g Khorasan wheat flour
20 g bitter cocoa
50 g cane sugar
50 g  chocolate chips
1/4 tsp baking soda
4 g baking powder

liquid ingredients:
60 g milk
50 g extravirgin olive oil
50 g yogurt
1 egg
1 tsp vanilla extract

Preheat oven to 360F/180C.
As Francesca clearly says in her post, to have perfect muffins there's one trick: mix the ingredients as much as you need to get the powders be hydrated, less than ten turns. Then, you should immediately put the batter in the molds and in the oven. That's the reason why you should have the oven at the right temperature in time!
Get two bowls: a little one for the liquid ingredients and a bigger one for powders.
Sift flour with cocoa, baking soda and baking powder. Add sugar and chocolate chips.
In the other bowl, mix all the liquid ingredients together, then pour them in the bigger bowl and mix with a spoon for at most ten turns, so to have flour to be hydrated. Put the batter in the paper cases tip half full, add a spoon full of jam, then cover with another tablespoon of batter.
Bake for about 20 minute (check with a toothpick if they are ready)
Let muffins cool 5 minutes, then turn them out and lay on a wire rack to completely cool.

MuffinAlto

venerdì 21 novembre 2014

Tempo di clementine (e cioccolato)

English version below
Come tutti gli anni, si arriva a novembre, e a casa nostra arrivano 10 kili di clementine ogni 3 settimane.
Ce li manda (a noi e a tante altre famiglie di Firenze, unite nei gruppi di acquisto solidali) direttamente da Rossano Calabro, Cristiana, una ragazza 'ribelle per scelta di vita' che da qualche anno ha lasciato la carriera legale e ha deciso di occuparsi della sua terra e dell'agrumeto del padre e lì, con l'aiuto del sole e delle piogge, produce in modo sano e consapevole questi frutti dolci e profumati, di cui dispiace buttare via anche solo la buccia!

Torta Ciocco Mandarino

Ma 10 kili di clementine sono tanti e così sono sempre alla ricerca di modi alternativi per gustarli.
L'ho già detto, sono nel periodo trip per il libro della Juls, e così quando ho visto questa torta cioccolatosa, con i mandarini nel titolo, ho capito che dovevo provarla.
In realtà, di mandarini indicati, qui ce n'era solo 1… troppo poco per la mia dispensa, così ho variato la ricetta e ho abbondato: la scorza di clementine l'ho usata anche nella glassa fatta con il cioccolato bianco!
Ne viene fuori una torta davvero ciocco-agrumata tanto profumata!

Torta al cioccolato fondente al profumo di clementine
(per uno stampo da 20cm)

3 uova
120 g di zucchero di canna
120 g di cioccolato fondente a pezzi
50 g di olio extra vergine di oliva
succo e buccia grattata di una clementina bio
100 g di mandorle
100 g di farina
8 g di lievito
1 pizzico di sale

per la glassa:
100 g di cioccolato bianco
la scorza di una clementina bio

Imposta il forno a 180°.
Monta le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto soffice e spumoso.
Sciogli il cioccolato fondente (io uso il microonde alla massima potenza per 1 minuto, poi controllo, mescolo ed eventualmente proseguo per intervalli di 10 secondi), aggiungi l'olio, la scorza della clementina e il suo succo.
Aggiungi il cioccolato alle uova e mescola bene.
Trita le mandorle insieme ad un paio di cucchiai di farina presi dal totale, uniscile alla restante farina setacciata insieme al lievito. Aggiungi il pizzico di sale e versa nella ciotola con uova e cioccolato, amalgamando delicatamente.
Imburra uno stampo da 20 cm di diametro, versa un cucchiaio di farina e fallo ruotare, in modo da rivestirlo completamente. Rovescia l'impasto nella tortiera e cuoci in forno per circa mezz'ora (fai la prova stecchino).
Lascia raffreddare prima di sformare.
Per la glassa, sciogli il cioccolato bianco usando la stessa tecnica del microonde e alla fine unisci la scorza della clementina. Quando la torta è fredda, rivestila di cioccolato. Non importa se cala un po' lungo i bordi, anzi,… avrà un aspetto ancora più godurioso!


English version
This is clementine-time at ours'.  The pace is 10 kilos of clementines every 3 weeks. They come directly from south of Italy, where Cristiana takes care of them and with the help of the sun and her land, grows up these sweet and scented little orange balls.
I crave some new recipe to use them. This is a scroumptious cake, where chocolate mixes with clementine juice and zest, both inside and outside for the glaze!

Dark chocolate and clementine cake 
(20cm diameter)

3 eggs
120 g brown sugar
120 g dark chocolate
50 g extravirgin olive oil
juice and zest of one organic clementine
100 g almonds
100 g all purpose flour
8 g baking powder
1 pinch of salt

for the glaze:
100 g white chocolate
zest of one organic clementine

Preheat oven at 350F.
Beat eggs and sugar until fluffy and pale.
Melt chocolate (I use microwave at max power for the first minute, then I check, stir, and eventually warm ten minutes more at a time), add oil, zest and juice from the clementine.
Mix melted chocolate with the eggs mixture, then stir well.
Chop almonds with a a couple of tablespoon of flour taken from the total amount, add to the remaining flour and baking powder. Add a pinch of salt and sift on the bowl with eggs and chocolate, mixing gently.
Lightly grease a 20cm diameter cake pan, cover evenly with a tablespoon of flour.
Pour the batter in the pan and bake for about half an hour (check the cake with a toothpick).
Let the cake cool, then turn it out.

Meanwhile you can prepare the glaze: melt white chocolate using the same microwave technique, and add the clementine zest at the end.
As soon as the cake is cold, cover with the glaze. Don't worry if some glaze drizzles.. your cake will look more scrumptious!

TortaCioccoClementini

mercoledì 12 novembre 2014

Il pesto di cavolo nero e una cosa che non capitava da tanto

English version below
Vi sembrerà strano, visto quanto poco riesco ad affacciarmi su questi schermi, ma quest'anno passo in cucina molto più tempo degli ultimi anni… incredibile ma vero.
Il merito è tutto di Lenticchia, che ha deciso di cambiare sport e che invece dell'impegno di tre volte a settimana per due ore, con rientro in casa alle 20.15, si limita a frequentare una scuola di danza contemporanea, con due semplici lezioni di 1 ora a metà pomeriggio.
Non mi sembra vero.
Capita di rientrare a casa che sono le 17,30!! Non so se mi capite..: voglio dire non ci sono più, in genere, pomeriggi che arrivi trafelato e dopo un quarto d'ora tutti si aspettano di sedersi a tavola davanti a qualcosa di buono…!
Sono le 17.30 e ci si mette in cucina. Ci. Cioè io e Lenticchia. A ….studiare.
Si, perché il grembiulino che avevo messo in bella mostra diversi anni fa, ormai non lo usa più.
Non fatemici pensare troppo, che ancora non mi ci sono abituata…. ma la Lenticchia, quest'anno è di nuovo in prima. Ma media, questa volta…   o_O

Dicevo, che ci mettiamo in cucina. Ma poi mi fermo lì. In realtà, fintanto che c'è da fare i compiti scritti, un po' di libertà me la concede.. e allora basta la presenza nei paraggi e così stiro, oppure inforco gli occhialini e taglio le cipolle per il soffritto, oppure stendo i panni. Ma se c'è da studiare.. niente. Non riesco a fare niente in confronto a quanto vorrei.
Però tra un Teodorico e una latitudine, una molecola e la proprietà invariantiva, ci metto magari il doppio del tempo necessario, ma poi a cena almeno una-cosa-buona-una riesco a farla!
E ultimamente le cose buone che ho fatto sono state merito dei consigli della mia cara Juls. Un portento di semplicità, simpatia, gentilezza e autenticità. Che ho riabbracciato, insieme a Lenticchia, quando ha fatto un 'cooking show' in occasione della Fiera di Firenze, e ha preparato tre ricettine prese dal suo ultimo libro!

Non mi era mai capitato di rifare così velocemente tante ricette prese da uno stesso libro!
Il fatto è che sono tutte molto semplici e al tempo stesso gustose e poi ci sono le foto, fatte da Giulia, che sono decisamente invitanti!
Niente rispetto a quelle del collage qui sotto, scattate dalla sottoscritta con il cellulare, per immortalare solo alcune delle ricette provate fino ad ora e apprezzate da tutti!

puzzle Juls


Più sotto ancora, invece, la pasta con il pesto di cavolo nero.
La ricetta proviene sempre da lì: il libro di Giulia. Ma confesso che la voglia di farla me l'ha fatta venire la mia amica Simonetta, a cui ho parlato così tanto di Juls, che alla fine mi ha accompagnato allo 'show cooking' e si è appassionata alla questione ancora più di me!

Questa versione però, invece della pancetta, usa il Tarese: una recente scoperta che mi ha fatto apprezzare la Simonetta di cui sopra, complice uno spacciatore d'eccezione che ce l'ha portata direttamente dalla zona di origine.
Ma che è il (o la) Tarese?
Trattasi di una particolare pancetta di dimensioni molto più grandi del solito, che è tipica della zona del Valdarno ed è stata inserita tra i presidi SlowFood.
La sua particolarità sta, oltre che nel taglio, anche nella salatura che viene arricchita di profumi di aglio, pepe, ginepro, scorza d'arancia che la rendono davvero prelibata....

Pesto di cavolo nero

Ma ecco la ricetta.
Le dosi che vi riporto sono dimezzate rispetto a quelle indicate da Juls, da cui se ne ricavano due vasetti, ma vanno benissimo per 4-5 persone

Pasta al pesto di cavolo nero con tarese

250 g di cavolo nero
75 g di mandorle
60 g di pecorino toscano stagionato e grattugiato
mezzo spicchio di aglio
sale
olio extravergine di oliva
30 g di tarese (un paio di enormi fette)

Lava bene il cavolo nero e togli la costola centrale, sfilando le foglie. Fallo cuocere per una mezz'ora in acqua bollente salata, poi scolalo, strizzalo e fallo freddare.
Grattugia il formaggio.
Taglia a listarelle il cavolo, poi tritalo con un tritatutto o un frullatore insieme alle mandorle e all'olio.
Aggiungi olio in abbondanza, in modo da amalgamare gli ingredienti.
Alla fine unisci il pecorino e sala, se ce n'è bisogno.

Cuoci la pasta, e prima di scolala ricordati di recuperare un po' di acqua di cottura, bella amidosa, per stemperare il pesto e renderlo ancora più cremoso.
Condisci con il pesto e aggiungi le fette di tarese, tagliate a listarelle e saltate in padella per renderle croccanti.
Il loro profumo, il gusto delicato e la loro consistenza si sposano alla perfezione con questo pesto!

Pesto di cavolo e tarese

English version

Tuscan kale pesto
250 g Tuscan kale
75 g almonds
60 g grated well aged Tuscan pecorino (hard cheese made from sheep milk)
half garlic clove
salt
extravirgin olive oil
30 g tarese (a special kind on bacon made in the Valdarno region of Tuscany)

Wash and rinse well the Tuscan kale, then remove the central hard line. In a pan, bring salted water to boil, then cook for about 30 minutes. Drain the kale, squeeze it and let it cool.
Grate the hard cheese.
Cut the kale in sticks, then chop it and but in a mixer with almonds and oil. Add oil with no hesitation, so you can mix well all the ingredients.
At least, add the grated Tuscan pecorino and season with salt, if necessary.

Boil the pasta and remember to set aside a cup of the water you cooked pasta in, to dilute the pesto and help it become a cream.
Prepare the tarese: cut it in sticks and stir fry it in a non-stick pan, to have a crunchy texture.
Season the pasta with the kale pesto and add the tarese sticks.
Enjoy.

Pesto Cavolo nero e Tarese

giovedì 23 ottobre 2014

Biscotti di grano saraceno e di perchè la carta vince

English version below
Sì... la rete, i blog, le ricette ed il virtuale... ma poi alla fine, quando voglio provare una ricetta, bisogna stampare e tornare alla carta.
Si, perchè io ci ho anche provato a lasciare il pc aperto sul tavolo e controllare via via.
Ma già alla pesa degli ingredienti è tutto un tornare al video a vedere quale è il successivo ingrediente da preparare. Il bello (e sporco) si fa invece durante la preparazione..
Con le mani appiccicaticce di cioccolata o di uova e zucchero, o farina, torni al PC ed è partito il salvaschermo.. Oddio! E ora, non posso mica inzaccherare la tastiera per far riapparire magicamente il procedimento da seguire per finire i biscotti..
E allora, entra in gioco il mignolino, che per fortuna, non ha un ruolo dominante nell'arte dell'impasto!E così, complice il fatto che ancora non si è sporcato troppo, via, a ticchettare sulla tastiera per far tornare la ricetta!

Non so se sono la sola, ma così non puo' andare avanti.
Urge la carta stampata, che magari avrà l'inconveniente che si sporca (pure lei): una macchia d'olio qui, un baffo di cioccolata di là.. ma almeno è chiaro fin da subito se la ricetta è buona o no: il livello di zozzeria è direttamente proporzionale a quante volte l'ho rifatta e a quanto ci è piaciuta!
Così io navigo, mi incuriosisco e leggo la rete, ma al momento clou: stampo.
E se la ricetta è buona o se ancora è nella lista dei //todo allora si infila in un faldone apposito che ormai strabuzza.

Tutto questo panegirico per dire che l'altro giorno, nel famoso faldone ho ritrovato una ricetta stampata. Senza foto, di questi biscotti al grano saraceno.
Erano lì da almeno un anno ad aspettare. E gli è andata pure bene; ci sono ricette stampate in attesa da anche più tempo.
Così, ho esaurito il mio sacchetto di grano saraceno. Mezzo kilo in quasi un anno.
E ora, mi pento di non averne più...

Cookies grano saraceno

I biscotti sono tratti dalla ricetta di Sweetie, presa da Elle a Tavola.

Nella mia versione le mandorle non ci sono (dato che era domenica e non le avevo in casa) ma sono state sostituite dalle nocciole, che con la cioccolata ci stanno proprio bene!

Biscotti al grano saraceno con nocciole e cioccolato

150 gr di farina di grano saraceno
100 gr di farina 00
50 ml di latte (per me anche meno)
1 uovo
120 gr di zucchero di canna
80 gr di burro
100 gr di gocce/pezzetti di cioccolato fondente
40 gr di nocciole tritate grossolanamente
8 gr di lievito (1/2 bustina)
un pizzico di sale

Monta il burro a temperatura ambiente insieme allo zucchero. Aggiungi l'uovo e continua ad amalgamare. Aggiungi le farine setacciate con il lievito ed il sale.
Aggiungi anche il latte, quel tanto che basta ad amalgamare il composto. Alla fine unisci il cioccolato e le nocciole.
Poi avvolgi il tutto in una pellicola senza PVC, forma un panetto e lascia riposare in frigo almeno un'ora, in modo che il burro riprenda consistenza.
Accendi il forno a 180°.
Fodera una teglia con carta forno e forma delle palline grandi quanto noci. Appoggiale sulla teglia e appiattiscile leggermente.
Cuoci per circa 12-15 minuti (controlla che la base del biscotto sia colorita, prima di sfornare).

English version

Buckwheat cookies with chocolate chips and hazelnuts

150 g buckwheat flour
100 g all purpose flour
50 ml milk (less for me)
1 egg
120 g brown sugar
80 g butter
100 g chocolate chips
40 g chopped hazelnuts
8 g baking powder
a pinch of salt

Mix well the butter at room temperature with the sugar until fluffy. Add the beaten egg and go on mixing. Sift flours, baking powder and salt. Add them to the batter.
Add milk, just as much as you need to have the batter be together. At the end add chocolate chips and hazelnuts.
Wrap the batter in cling film and store in the fridge for at least one hour.
Preheat oven at 350F/180C.
Put parchment paper on a baking tray, then take the batter out of the fridge and shape it in balls as big as nuts. Put on the tray, then press each ball a little.
Bake for about 12-15 minutes (they are ready when the bottom of cookies is light brown).

venerdì 17 ottobre 2014

Domenica lasagne

Giovedì gnocchi, domenica lasagne.
A casa nostra, però, non succede quasi mai.
Gli gnocchi, per il momento, non sono un piatto particolarmente amato. E, a dir la verità, anche se ho avuto spesso la tentazione di provare a farli, alla fine, non mi ci sono mai messa d'impegno…
Per le lasagne, idem. O quasi.
In realtà piacciono a tutti (ogni tanto, a seconda di come è la Luna, l'umidità dell'aria e se la Fiorentina ha vinto, piacciono pure a Fagiolino)!
Comunque, farle da zero, era un'esperienza che mi mancava.
Quando ho fatto le lasagne ho sempre usato le sfoglie già pronte, quelle sottili sottili, del signor Giovanni Anfibio.
O almeno, questo è quello che succedeva fino a domenica scorsa.
Complice un contrattempo che ci ha fatto saltare una bella passeggiata in campagna, infatti, domenica mattina mi sono ritrovata in cucina che mancavano tre ore al pranzo, ed ho preso coraggio. Non sapevo se avrei fatto in tempo a preparare tutto per un'ora decente, ma ci ho provato.
E incredibile ma vero, gli uomini di casa si sono pure offerti volontari per un aiuto in cucina, mentre la Lenticchia, si è svegliata solo quando il profumino di lasagna ormai invadeva la casa.

Sfoglia

Fagiolino, mi ha chiesto se poteva stendere la sfoglia.
Ed in effetti, il matterello che ho è così piccolo che per un bambino è una misura perfetta.
Si è rivelato uno sfogliatore provetto, anche se non lo aveva mai fatto!
E' stata gioia pura assistere alla scena: ancora in pigiama, si è tirato su le maniche e si è super concentrato per stendere un pezzetto di impasto… si, sa...ogni scarrafone…
L'uomo grande, per non essere da meno, ha grattugiato tutti i formaggi! :-)
Alla fine ce l'abbiamo fatta: alle 13.30 lasagne fumanti in tavola!

Lo sfogliatore esperto

L'occasione per provarci, è stata anche per via dell'entusiasmo e della tenerezza di Sabrina, che ce le ha preparate per l'MTC di ottobre e le ha spiegate così chiaramente, che poi, davvero è stato un gioco da ragazzi!
Non so se la sfoglia l'ho tirata troppo sottile (ma non mi è parso) fatto sta che la pasta è avanzata in abbondanza. Ma nessun problema: la sera dopo, le ho stracciate un po', come a fare dei maltagliati (che in casa hanno subito ribattezzato 'Tagliati male') e, condite con un semplice sugo di pomodoro, sono state spazzolate rapidamente. Tutto merito del sapore della sfoglia homemade!
Quindi, cara Sabrina:
Grazie mille!

Lasagne porro e salsiccia

Queste sono le mie:

Lasagne porro e salsiccia con mix di formaggi


Per la pasta
70 gr di farina di grano duro senatore cappelli
130 gr di farina 0
2 uova
un pizzico di sale
un cucchiaio di acqua, se serve (il mio impasto era un po' duro)

Fai una fontana, aggiungi il sale e nel mezzo rovescia le uova.
Impasta bene. Lascia riposare almeno mezz'ora coperto da pellicola per evitare che si secchi.
Passato il tempo, stendi la sfoglia (io, avendo un matterello piccolo, ho diviso l'impasto in più parti e ne ho steso un po' per volta, sempre tenendo protetto da pellicola, la palla di pasta.
Appoggia la sfoglia già tirata e divisa in rettangoli su un telo di cotone (o la tovaglia pulita).


PuzzleSfoglia

Per la besciamella
(ho usato le stesse dosi di Sabrina)
1 litro e mezzo di latte intero fresco
120 gr di burro
150 gr di farina
noce moscata
un pizzico di sale

Porta il latte al bollore.
In una pentola, fai sciogliere il burro e poi gettaci in una volta sola la farina. Mescola con una frusta per far assorbire il burro e quando il composto è dorato, aggiungi il latte bollente a filo, continuando sempre a mescolare, in modo da non far formare grumi.
Dosa di sale e gratta un po' di noce moscata (secondo il tuo gusto). Continua a mescolare fino a che non si sarà  addensata, ma sarà ancora fluida (circa un quarto d'ora).

Per il ripieno
1 kg di porri
6 salsicce
una piccola cacioricotta stagionata
pecorino come se piovesse
olio
sale

In un tegame versa un filo d'olio e i porri, copri e fai cuocere fino a che sono teneri. Alla fine aggiungi un po' di sale, ma senza esagerare dato che poi le lasagne saranno insaporite anche dai formaggi e le salsicce.
Togli i porri e nello stesso tegame fai cuocere le salsicce a pezzetti. Quando sono pronte, aggiungile al recipiente con i porri, scolando prima il grasso che è uscito.
Dosa di sale, se necessario. Tieni da parte.

Porta a bollore acqua salata in una pentola bassa e larga. Fai bollire due sfoglie alla volta fino a che l'acqua non riprende il bollore. Facendo attenzione a non bucarle, scolale con una schiumarola e mettile a raffreddare in una bacinella con acqua fredda. Dopo 2 minuti, più o meno quando stai per scolare le lasagne che sono a cuocere, spostale a sgocciolare su una griglia.

Per comporre le lasagne, prendi una teglia di medie dimensioni (la mia è 20 x 40).
Stendi un leggero strato di besciamella, adagia sopra le sfoglie bollite, poi il composto di porri e salsiccia, una generosa spolverata di formaggi grattugiati e di nuovo un po' di besciamella.
Continua così per altri due strati, poi termina con una sfoglia coperta da besciamella e l'ultimo spolvero di formaggio.
Cuoci a 180° per circa 30 minuti.
Lascia intiepidire, poi servi in tavola!



 ...e  queste lasagne di gruppo, le dedico alla sfida MTC 42, per l'appunto!